Una delle cose migliori dell'avere base a Termini Imerese è che Palermo è a poco più di trenta chilometri. E Palermo, per il cibo di strada, è nel gruppo ristretto delle capitali mondiali.
Lo sfincione
Lo sfincione è la focaccia palermitana per eccellenza: alta, morbida, spugnosa, condita con pomodoro, cipolla, origano e pangrattato. Non è una pizza, e chi la chiama così si prende una correzione immediata.
Si mangia a temperatura ambiente, in piedi, a fette. È il tipo di cosa che non si ordina al ristorante: si compra dove la si trova.
Panelle e crocchè
Le panelle sono frittelle sottili di farina di ceci, fritte e servite calde, spesso dentro il pane con i semi di sesamo. Insieme ai crocchè di patate formano il panino più diffuso della città. Costa poco, riempie molto, e non somiglia a niente che si mangi al Nord.
Arancine (al femminile)
A Palermo l'arancina è femminile — a Catania è maschile, e sulla questione non si scherza. Sono palle di riso impanate e fritte, ripiene di ragù oppure di burro e prosciutto, e nelle versioni moderne di molte altre cose.
Sono un pasto completo. Una basta, due sono un'imprudenza.
E a Termini?
La costa termitana condivide la cucina palermitana, quindi le stesse cose si trovano anche qui, in versione più domestica e meno turistica. La favazza termitana, la focaccia legata al periodo natalizio, è invece una specialità locale che a Palermo non trovate.
Cucinare a casa
Chi soggiorna alle nostre unità ha una cucina attrezzata: il bilocale di Via La Cova ne ha una di trenta metri quadri a uso esclusivo, i due monolocali un cucinino a due fuochi con frigorifero, microonde, bollitore, tostapane e macchinetta del caffè.
Il che apre la strada alla cosa più bella: comprare la materia prima al mercato — a Palermo o in città — e cucinarla la sera. Il pesce, la verdura, il pane. È il modo migliore per mangiare bene in Sicilia senza spendere niente.
Come si mangia, davvero
Lo street food palermitano ha una regola non scritta: si mangia dove mangiano i locali, in piedi, e non si chiede il menù. I banchi migliori fanno una cosa sola e la fanno tutto il giorno; se un posto propone contemporaneamente sfincione, panelle, arancine, pizza e panini, di solito non è il posto giusto.
L'altra regola riguarda l'orario. Molte di queste preparazioni hanno un momento della giornata in cui sono appena fatte: le panelle a metà mattina, lo sfincione nel pomeriggio, le arancine praticamente sempre. Andare fuori orario significa mangiare la stessa cosa, ma peggio.
Non solo fritto
Vale la pena ricordare che la cucina palermitana non è solo cibo di strada. Nei mercati si comprano pesce azzurro, verdure di stagione, olive, formaggi e pane: la materia prima con cui si mangia meglio in assoluto, e che costa una frazione di quanto costerebbe al ristorante.
Per chi soggiorna in una casa con cucina, come le nostre tre unità, questa è la vera opportunità. Una spesa fatta bene al mattino diventa la cena della sera, e con la terrazza del bilocale o il balconcino del monolocale a piano terra diventa anche il momento migliore della giornata.
Un'ultima avvertenza pratica: quasi tutto quello che abbiamo elencato è fritto, abbondante e sostanzioso. Un giro di street food a Palermo non è un aperitivo, è un pranzo — e programmare anche una cena importante nella stessa giornata è un errore che si commette una volta sola. Meglio alternare: mercati a mezzogiorno e cena leggera a casa, con quello che si è comprato al banco.
Dormire nel centro storico di Termini Imerese
Tre unità indipendenti tra Via La Cova e Vico dei Trovatelli: un bilocale di 68 mq fino a 6 ospiti con terrazza vista mare e due monolocali di 28 mq. Cucina attrezzata, aria condizionata e self check-in dalle 14:00.