Veduta panoramica di Termini Imerese dal mare, con la città alta sul colle
Termini Imerese vista dal mare: la città bassa sul porto e la città alta sul colle. Foto: Effems · CC0 · Wikimedia Commons

Termini Imerese è una città che si capisce solo salendo. Chi arriva dalla statale o dallo svincolo autostradale vede il porto, i capannoni, la fascia bassa affacciata sul golfo — e tira dritto verso Cefalù. È un errore che si perdona, ma resta un errore: la Termini che vale sta sopra, sul colle, ed è lì che si trovano le unità di Holiday House Annunziata.

La città alta: Piazza Duomo e i vicoli

Il punto di partenza naturale è Piazza Duomo. Il Duomo San Nicola da Bari è la chiesa madre della città: fondato nel Quattrocento, è stato riedificato nel Seicento sull'impianto più antico, e custodisce opere d'arte sacra che raccontano secoli di storia locale. La piazza davanti è il salotto della città alta, il posto dove ci si ferma senza motivo preciso.

Da lì partono i vicoli. Sono stretti, in salita, spesso a gradini, e cambiano nome ogni cinquanta metri: Vico dei Trovatelli, dove si trova uno dei nostri monolocali, è uno di questi. Non c'è un percorso obbligato — si gira e basta, tenendo il mare come riferimento.

Il Belvedere e quello che resta del castello

Il Belvedere Principe Umberto è il balcone della città: da qui lo sguardo prende il porto, la costa che scivola verso oriente fino a Cefalù, e alle spalle la mole di Monte San Calogero, la montagna con cui cominciano le Madonie. Sullo sperone di roccia si vedono i resti del castello, demolito dai Borbone nel 1860.

È il posto giusto per il tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa e il golfo cambia colore. Dalle unità di Via La Cova ci si arriva a piedi.

Villa Palmeri: un giardino sopra la città romana

La villa comunale, Villa Palmeri, è forse la cosa più sorprendente di Termini. Fu aperta come giardino pubblico nel 1845 vicino a Porta Palermo — l'unica porta ancora in parte conservata della cinta muraria cinquecentesca — e sotto le sue aiuole ci sono le rovine della Curia e della Basilica romane. Nella stessa zona si vedono i resti dell'anfiteatro e dell'acquedotto Cornelio.

È il modo più diretto per ricordarsi che questa città si chiamava Thermae Himeraeae, ed era un posto importante molto prima che lo diventasse Palermo.

Una mezz'ora al Museo Civico Baldassare Romano, nel centro storico, cambia il resto della giornata: i reperti che arrivano da Himera aiutano a leggere sia la villa comunale sia, il giorno dopo, l'area archeologica.

Scendere in città bassa

Per passare dalla città alta a quella bassa il modo più bello è la scalinata monumentale di Via Roma, uno degli scorci più fotografati di Termini. In discesa è una passeggiata; in salita è un'altra cosa, e conviene saperlo prima.

Giù ci sono il porto, il lungomare e la spiaggia cittadina, che alterna sabbia e ciottoli e d'estate si riempie. È la chiusura giusta della giornata: un bagno veloce, e poi si risale.

Come organizzare la giornata

Il consiglio pratico è semplice: mattina in città alta con calma, pranzo dove capita in centro, pomeriggio fra Villa Palmeri e il museo, tramonto al Belvedere e discesa per la scalinata. L'auto lasciatela dov'è — la città alta si gira a piedi, e per chi soggiorna da noi il parcheggio libero, quando c'è, è in Via Culotta, in Via Verona o a Termini Alta vicino al Duomo, a cinque minuti.

Se poi restate qualche giorno, la pagina dei dintorni raccoglie i sei posti che consigliamo per primi, con qualche indicazione pratica su ciascuno.

Se avete un secondo giorno

Con due giorni a disposizione la città si apre. Il primo resta quello descritto sopra; il secondo conviene dedicarlo a Himera, che ricade nel territorio comunale di Termini ed è a pochi chilometri lungo la costa: la colonia greca fondata nel VII secolo a.C., le necropoli, il basamento del Tempio della Vittoria e il museo del parco. È la visita che dà senso a tutto il resto, perché spiega da dove viene il nome romano della città.

Chi preferisce restare in centro può invece allungare la passeggiata verso i resti romani: l'anfiteatro, l'acquedotto Cornelio e la zona di Porta Palermo, l'unica porta ancora in parte conservata della cinta cinquecentesca. Sono frammenti sparsi, non un parco archeologico organizzato, e proprio per questo raccontano bene com'è fatta Termini: una città che ha continuato a costruirsi sopra sé stessa senza mai fermarsi.

Dormire nel centro storico di Termini Imerese

Tre unità indipendenti tra Via La Cova e Vico dei Trovatelli: un bilocale di 68 mq fino a 6 ospiti con terrazza vista mare e due monolocali di 28 mq. Cucina attrezzata, aria condizionata e self check-in dalle 14:00.